La presenza mafiosa nel territorio monzese non è una suggestione né una provocazione politica: è un dato, certificato negli anni da rapporti istituzionali, indagini giudiziarie e studi indipendenti. Le mafie non sono un fenomeno lontano, non operano nei margini della società: si insinuano nell’economia, nei sistemi di appalto, nel tessuto imprenditoriale, nei quartieri, nella vita quotidiana delle persone.
Eppure, troppo spesso questo tema rimane ai margini dell’agenda politica. Non genera dibattiti accesi, non mobilita schieramenti, non occupa lo spazio che meriterebbe. Questa distanza tra la gravità del fenomeno e la risposta politica rappresenta essa stessa un problema.
Per questo oggi diventa necessario, quasi urgente, costruire un fronte sociale ampio, capace di andare oltre il perimetro istituzionale e di coinvolgere chi vive, lavora e produce nel territorio. Contrastare le mafie significa riconoscere che la sola azione amministrativa non basta: serve una comunità consapevole, un’alleanza civica e sociale, un movimento culturale capace di generare anticorpi collettivi.
Una giornata che apre uno spazio politico nuovo
La giornata del 22 novembre, che si terrà a San Fruttuoso – un quartiere simbolico, spesso indicato come area tra le più esposte ai fenomeni mafiosi – nasce con l’obiettivo di aprire un nuovo spazio politico nella città.
Non si tratta solo di informare, né solo di formare: si tratta di riconnettere la politica con la città, mostrando che il contrasto alle mafie non è un tema da specialisti, ma una questione che riguarda il futuro stesso della democrazia locale.
A introdurre i lavori sarà Pasquale Addesso, Sostituto Procuratore della DDA di Milano, che offrirà un quadro autorevole e aggiornato sulla presenza mafiosa a Monza e in provincia. La sua lettura istituzionale rappresenta il punto di partenza necessario per un percorso che vuole tenere insieme analisi tecnica e mobilitazione sociale.
Esperti e realtà sociali uniti per costruire proposte
La seconda parte del pomeriggio vedrà l’intervento delle figure che guideranno i tavoli tematici. Non semplici gruppi di discussione, ma luoghi in cui convergono competenze tecniche, esperienza sul campo e visione politica.
Interverranno:
• Christian Lazzaroni – Guardia di Finanza MB
• Andrea Carnì – Ricercatore Università degli Studi di Milano
• Fabio Terranio – Libera MB
• Roberto Bellasio – Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati
• Angela Mondellini – CGIL Lombardia
• Lorenzo Frigerio – Libera Lombardia
• Laura Incantalupo – WikiMafia
Sono voci differenti, ma complementari: economia, beni confiscati, lavoro e appalti, cultura della legalità. Il loro compito non è solo tecnico: è politico nel senso più alto del termine, perché parte dal presupposto che contrastare le mafie significhi intervenire sui meccanismi di vulnerabilità del territorio, sui luoghi in cui le organizzazioni criminali trovano spazio per radicarsi.
Oltre l’evento: l’assunzione di responsabilità politica
La giornata del 22 novembre non è un momento isolato né una vetrina istituzionale. È la prima tappa di un percorso più ampio che porterà, attraverso il lavoro della Commissione Consiliare Antimafia e il contributo delle realtà sociali, alla stesura di una proposta di delibera consiliare.
L’obiettivo è chiaro e politico:
• tradurre le proposte emerse in atti concreti;
• fissare impegni vincolanti, che superino i confini della legislatura;
• costruire una continuità amministrativa nelle politiche antimafia, indipendentemente dai futuri cambi di Giunta.
Questa è la sfida: fare in modo che la città riconosca il contrasto alle mafie come un asse politico permanente, trasversale, condiviso.
Una politica che esce dal palazzo e torna alla città
La scelta di svolgere l’iniziativa in un quartiere e non in un’aula istituzionale è simbolica e concreta al tempo stesso. Significa assumere un impegno: la politica deve tornare nei territori, deve ascoltare, deve condividere, deve accompagnare la comunità nella ricostruzione di fiducia e legalità.
Il contrasto alle mafie non è solo repressione, ma è soprattutto partecipazione, comunità, democrazia, trasparenza, equità sociale, diritti del lavoro, dignità economica.
È in questo spirito che invitiamo tutta la città a prendere parte alla giornata del 22 novembre: non come spettatori, ma come protagonisti di un cambiamento che riguarda tutti.
Francesco Racioppi - Consigliere comunale LabMonza