Come LabMonza abbiamo lanciato la proposta di trasformare l’asilo nido realizzato ma inutilizzato di Via Monviso in una scuola dell’infanzia comunale (nota anche come scuola materna).

Ma in che stato versano oggi le scuola dell’infanzia monzesi? Abbiamo realizzato un focus che prova ad illustrare la condizione nelle scuole dell’infanzia a Monza.

Monza a confronto con le principali città della Lombardia

Prendendo a confronto le prime dieci città della Lombardia, il quadro che esce per Monza è, purtroppo, disastroso.

Analizzando la percentuale di scuole pubbliche (intese come scuole statali e paritarie comunali) e di scuole paritarie private, Monza è l’ultimo Comune su dieci con 27.59% di scuole dell’infanzia pubbliche a fronte di un 72.41% di paritarie private. Più di 10 punti percentuali in più di scuole private rispetto alla penultima città, Varese.

Conseguentemente, non stupirà che Monza possiede il triste primato di essere di gran lunga la prima città per numero di abitanti per scuola dell’infanzia pubblica, con 15449 abitanti per ogni scuola dell’infanzia pubblica (statale o paritaria comunale); il valore dell’indice di Monza registra ben un +66.7% rispetto alla seconda città in questa triste classifica, Busto Arsizio. Se guardiamo più in generale il dato riguardante il numero di abitanti per scuola dell’infanzia (pubbliche+private) Monza esce sempre con le ossa rotte: è la terza città – peggio di lei solo Milano e Busto Arsizio – con più abitanti per scuola dell’infanzia, 4262.

Il numero di alunni monzesi nelle scuole dell’infanzia, il paragone con Bergamo e il sovraffollamento delle sezioni

Come si può vedere dal grafico sottostante, in generale il numero degli alunni monzesi nelle scuole dell’infanzia è diminuito. Fra il 2009 ed il 2018 in totale la diminuzione è stata del -9.98%, più alta per le private che per le pubbliche (-10.37% le prime e -9.16% le seconde). Quindi nessun bisogno di nuove scuole, anzi possiamo chiuderne qualcuna? Mica tanto.

Compariamo il numero pur diminuito di alunni serviti dalle scuole dell’infanzia monzesi e paragoniamolo a quello di Bergamo, città con pressoché lo stesso numero di abitanti (123598 Monza e 120923 Bergamo) dunque ottimo potenziale metro di paragone. A Bergamo nel 2017 (ultimo anno con dati statistici forniti dall’ufficio competente) erano presenti 3189 alunni frequentanti le scuole dell’infanzia cittadine, contro i 3968 alunni frequentanti le scuole dell’infanzia monzesi, ben il 24% in più. Contemporaneamente però Bergamo dispone mette a disposizione dei suoi 3189 alunni 39 scuole dell’infanzia, mentre Monza mette a disposizione dei suoi 3968 alunni solamente 29 scuole dell’infanzia, ovvero il 25.6% in meno.

Insomma, paragonata a Bergamo che ha pressoché lo stesso numero di abitanti, nonostante la diminuzione complessiva del numero di alunni nelle scuole dell’infanzia, Monza possiede il 24% in più di alunni frequentanti le scuole dell’infanzia ed il 25% in meno di scuole dell’infanzia che possono essere usate da essi.

Un ulteriore dato interessante È quello dato dalla media degli alunni per classe nelle scuole dell’infanzia monzesi. Qui disponiamo solamente del dato suddiviso per scuole pubbliche e private. La legge vigente stabilisce il limite massimo di alunni per classe a 26 (quello minimo è 18). In caso di sovraffollamento, le classi devono suddividere gli studenti in eccesso equamente fra le sezioni, e comunque mai andare oltre i 29 alunni. Come possiamo facilmente osservare, le scuole dell’infanzia privata in particolare hanno sempre superato il limite di legge tranne che nel 2015 e nel 2017, mentre le sezioni delle scuole dell’infanzia pubbliche si sono mantenute sempre parecchio al di sotto del valore critico.

Tradotto in termini concreti, questo significa le sezioni delle scuole dell’infanzia private si può dire che soffrano di un problema cronico di sovraffollamento, mentre le sezioni delle scuole dell’infanzia pubbliche…no. Non abbiamo la pretesa di spiegare questa differenza: si può ipotizzare, ma senza dati a supporto, che le scuole pubbliche dispongano di più sezioni perché meno spinte a cercare il massimo profitto dunque a stipare quanti più alunni possibili nella stessa aula.

Ciò che però appare evidente è che di conseguenza effettivamente nonostante la diminuzione del numero di alunni esiste oggi un problema di sovraffollamento delle aule nelle scuole dell’infanzia e aumentare l’offerta di scuole dell’infanzia pubbliche potrebbe innanzitutto garantire nuove sezioni con un numero contenuto ed adeguato alle famiglie monzesi, ed allo stesso tempo anche alleggerire il peso che oggi grava sulla concentrazione di alunni nelle sezioni delle scuole dell’infanzia private aiutandole magari a rimanere stabilmente sotto la soglia critica di 26 alunni per sezione. 

Considerazioni conclusive

Questo breve focus statistico sulle scuole dell’infanzia monzesi ha provato ad evidenziare le ragioni alla base della nostra proposta di cogliere al volo la possibilità di convertire un edificio pubblico inutilizzato a scuola dell’infanzia comunale.

Come evidenziato, Monza oggi non è assolutamente all’altezza del suo ruolo di terza città della Lombardia ed è fanalino di coda per numero di scuole, ponderato sugli abitanti, e presenta una sproporzione di scuole private su scuole pubbliche senza eguali fra le principali città lombarde.

Inoltre, nonostante la diminuzione del numero di alunni negli ultimi anni, se paragonata a città con più o meno gli stessi abitanti Monza presenta molti più alunni che si devono dividere su molte meno scuole.

La concentrazione di alunni per sezione inoltre mostra innanzitutto un problema cronico di sovraffollamento delle scuole dell’infanzia private monzesi ed una evidente superiorità delle scuole pubbliche di garantire la costituzione di sezioni con un numero adeguato di alunni.

A cura di Alessandro Gerosa

Note metodologiche: tutti i dati riportati sono stati tratti dall’autore dai siti web dei singoli comuni, e le elaborazioni statistiche sono ad opera dell’autore. N.B.= In Italia, le scuole dell’infanzia comunali sono considerate tecnicamente scuole paritarie, al pari delle paritarie private, sebbene per costi e funzione siano molto più simili a quelle statali. Per questa ragione si è proceduto ai fini della nostra analisi di accorpare le scuole statali e le scuole paritarie comunali sotto l’etichetta di “scuole statali” e le scuole paritarie private sotto l’etichetta di “scuole private”.