Di’ la tua! Compila il questionario sulle biblioteche monzesi

 

Impianti di climatizzazione che vanno a scatti, wi-fi che latitano e chiusure improvvise delle biblioteche in sessione d’esame: queste le difficoltà che si trovano a dover affrontare gli studenti monzesi, a causa una gestione superficiale della questione studio in città.

La situazione, al momento, sfiora il grottesco. Monza, capoluogo di provincia e città storica in cui la cultura non dovrebbe mancare, chiude gli occhi di fronte alle carenze logistiche che pesano sugli studenti.

La Biblioteca Civica in centro, che dovrebbe essere il punto di ritrovo degli studenti di Monza e dintorni, non è all’altezza del proprio compito. “Troppo confusionaria”: così la definisce chi ormai si è arreso e non la frequenta più. Come dargli torto? Per trovare posto in sessione d’esame bisogna svegliarsi all’alba, essendo l’unica biblioteca di riferimento non solo dei monzesi, ma anche dei comuni contigui. Senza contare l’evidente inadeguatezza per i molti che studiano al computer, data la scarsità di prese della corrente, problema a cui si potrebbe ovviare senza troppi sforzi aggiungendo una ciabatta elettrica per tavolo.

Oltre al danno, la beffa: di fronte alla lampante necessità di ampliare gli spazi riservati alla cultura, si è deciso di sottrarre ulteriormente posto al già esiguo spazio dedicatole, scegliendo di situare il nuovo infopoint turistico di Monza proprio all’interno della Civica. Si era peraltro molto dibattuto, in passato, della possibilità di aprire una nuova sede della biblioteca centrale di Monza: progetto tanto condivisibile quanto necessario, ma al momento sospeso dalla Giunta, poiché impossibile usufruire degli spazi dell’ex caserma di piazza San Paolo a cui si era fatto riferimento.

Il problema degli spazi e delle attrezzature non riguarda solo la biblioteca centrale di Monza, anzi, è ormai diffuso, che si frequenti il LibertHub o la Biblioteca di Triante. Dopo tanti discorsi sulla necessaria collaborazione tra biblioteche e centri civici per ovviare al problema degli spazi, finora l’unico cambiamento è stata la chiusura di una sala aperta agli studenti nella Biblioteca di Triante, i quali sono costretti quindi a trasferirsi negli spazi del centro civico.

Gli orari di apertura non sono certo una consolazione: molto limitati, alcune sale studio restano chiuse giorni interi, altre chiudono i battenti nel primo pomeriggio e il weekend è una corsa a chi trova posto in civica o al NEI, salvezza domenicale degli studenti, nonché unica aula studio aperta assieme alla stretta e distante sala del LibertHub. Chiaramente quasi sempre al completo, i ragazzi che la frequentano si lamentano per i condizionatori, che puntualmente si rompono nel momento del bisogno (ricordiamo quest’estate lo studio senza l’aria condizionata) e per lo stato dei bagni, oltre al puntuale sovraffollamento.

Gli amanti dello studio di gruppo non hanno scelta: devono migrare verso altre città che, seppur periferiche, hanno molto da insegnare alla nostra, basti vedere il complesso Pertini di Cinisello Balsamo. Nonostante San Gerardo offra degli spazi per soddisfare quest’esigenza, la biblioteca è un luogo prevalentemente dedicato ai bambini. Va da sé che, in questo modo, i presupposti per uno studio serio e concentrato vengono a mancare.

È evidente che di fronte a queste limitazioni non saranno degli interventi estemporanei, senza visione d’insieme, a risolvere il problema. La sintesi si può trovare, invece, in un piano serio e strategico per adattare le biblioteche e le sale studio monzesi alle esigenze degli studenti, fornendo le attrezzature e i servizi che i ragazzi chiedono per studiare. Riqualificare gli spazi già esistenti? Trovare nuovi siti – seppur sia l’alternativa più improbabile – per la realizzazione di una struttura completa, vicina alle scuole e vivibile? Qualsiasi sia la soluzione, gli studenti necessitano una risposta, pragmatica e realizzabile, che soddisfi i lori bisogni e dimostri la serietà con cui si affronta la questione studio e cultura in città.

Abbiamo così deciso di iniziare una campagna di raccolta di questionari – “Liberi di studiare” – per chiedere direttamente ai ragazzi cosa c’è da cambiare e da migliorare a Monza per consentire a tutti, e nel miglior modo possibile, di accedere alle aule studio e di perseguire i propri obiettivi scolastici e accademici in ambienti adeguati.

Da oggi, fino a marzo, ogni weekend, ci troverete davanti a una delle aule studio della città. Potrete compilare il questionario anche on-line cliccando qui!

Eleonora Sironi